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VELIERO
TEATRO CARCERE

INSIEME POSSIAMO

Il teatro negli Istituti penali per minorenni

«Spesso mi chiedono perché facciamo teatro nel carcere. […] Mi sono trovato a rispondere: queste persone qui, i detenuti, prima o poi usciranno. E verranno a vivere vicino a casa mia: come voglio che sia il mio vicino di casa?»

Con queste parole, il regista Horacio Czertok risponde a chi gli chiede il motivo che lo ha spinto a sperimentare l'esperienza teatrale negli istituti penitenziari.

Il progetto VELIERO Teatro-Carcere è basato proprio su questi presupposti: risocializzazione del reo, reinserimento sociale e si colloca perfettamente nel dettato costituzionale secondo cui le pene devono tendere alla rieducazione del condannato.

Attraverso il teatro, il reo ha la possibilità di percepirsi diversamente e di comprendere quanto il cambiamento sia possibile oltre che piacevole.

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Come nasce il progetto

VELIERO è da sempre impegnata nel sociale e nella diffusione della cultura.

Per questo motivo, nel 2019, ha deciso di realizzare il progetto di portare il teatro negli istituti penali minorili e recitare con i giovani detenuti. Il nostro intento è quello di offrire una speranza di rinascita a quei giovani che, pur avendo sbagliato nella vita, hanno il diritto ad una seconda opportunità.

Il progetto ha visto il coinvolgimento di una piccola compagnia teatrale amatoriale alla quale si sono aggiunti nuovi volontari, sia interni che esterni al mondo della giustizia minorile. Fanno parte del team: operatori teatrali, esperti psicologi e mediatori. Hanno partecipato alle nostre commedie anche gli educatori e alcuni componenti del corpo di Polizia penitenziaria.

VELIERO Teatro-Carcere è un progetto attivo all'interno dell'Istituto Penale per Minorenni "S. Paternostro" di Catanzaro (CZ).

L'impegno e il supporto del direttore, Francesco Pellegrino,  ha permesso di far conoscere le attività artistiche dei ragazzi e di far entrare la cittadinanza all'interno dell'Istituto, per assistere agli spettacoli portati in scena sul palco del teatro presente all'interno dell'Istituto stesso.

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I nostri obiettivi

Il teatro-carcere non è solo un'attività artistica per la realizzazione di spettacoli ma è un progetto che porta avanti un laboratorio e un percorso formativo finalizzato a produrre effetti risocializzanti sui ragazzi. 

Attraverso l'autodisciplina del lavoro teatrale, si impara a rispettare le regole di comportamento.

Educare all’uso della parola recitata è un'esperienza terapeutica perché nominare le cose in maniera precisa riduce il caos interiore.

In quanto forma d'arte collettiva, abitua e permette ai ragazzi una risocializzazione con il mondo esterno e l’assunzione di responsabilità: ogni attore deve leggere e comprendere il copione, memorizzare la parte e presentarsi puntualmente alle prove.

 

E poiché l’assegnazione delle parti in copione prescinde dalla fedina penale di ciascuno, da quel momento siamo tutti uguali, a prescindere dall'essere "dentro" e dall'essere "fuori".

Con l'esperienza teatrale, i ragazzi vivono un'esperienza che può, a volte, essere destabilizzante: la forza umana non è agire con violenza ma è sapersi mettere in discussione, tornare indietro, guardarsi con occhi diversi, cambiare direzione.

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Le nostre commedie

Il progetto VELIERO Teatro-Carcere ha portato in scena le commedie del grande Eduardo De Filippo, indubbiamente uno dei più importanti drammaturghi, registi, attori, poeti e sceneggiatori italiani del Novecento.

Le sue opere si distinguono nel panorama teatrale per il coraggio nel portare in scena il disagio, il dolore e l'umiltà, elementi in cui si trova la verità della vita. Eduardo ha sempre visto nella finzione teatrale una maggiore verità di quanto riusciva a vedere nella vita, in cui spesso, impegnati a portare tante maschere, gli uomini non vivono nell’“essere”, ma nell’“apparire”.

Colonna portante di questo nostro progetto è Andrea Costanzo, da tempo impegnato a portare in scena i personaggi del teatro di Eduardo. Attore capace di improvvisazione e adattamento, di ascolto e di comprensione, Andrea è capace di gestire ogni tipo di situazione, anche la più mutevole.

Grazie alla profonda conoscenza dell'animo umano, dei suoi vizi e delle sue virtù, Andrea è capace di prendere tutto e metterlo nel personaggio che deve interpretare, esattamente come insegnava il maestro De Filippo.

Così come Eduardo, anche noi di VELIERO vogliamo che il teatro aiuti il recupero e la rieducazione di questi giovanissimi affinchè possano guardarsi indietro e decidere di migliorare.

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ANDREA COSTANZO

TEAM LEADER

Attore

Regista

Dirige la Compagnia teatrale "Gruppo Pagliarelle"

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RODOLFO CALAMINICI

THEATRE DIRECTOR

Regista

Promotore di commedie teatrali

Ha diretto la Compagnia teatrale "Gruppo Pagliarelle"

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FRANCESCA CALAMINICI

SPECIALIST

Giurista, specializzata in criminologia del penitenziario

Esperta ex art. 80 c.4 O.P.

Lavora negli Istituti Penitenziari

In scena

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ANNO 2019

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA SBORNIA

Sogno di una notte di mezza sbornia racconta di Pasquale, un poveraccio dal gomito facile con il vino, capo di una famiglia squinternata – moglie bisbetica, sempre inviperita, figlio incapace, figlia bruttina assai, difficile da sposare, pochi soldi in casa e una grande passione per la bisboccia. Ma racconta anche l’ossessione per il gioco del lotto, la superstizione che spesso gli è legata, condita di sogni e di credenze popolari.

Protagonista occulto della vicenda è Dante Alighieri che  gli appare in sogno, al culmine di una sbornia, dandogli quattro numeri da giocare al lotto (8-13-52-90) assicurandogli la vincita, ma rivelandogli il contrappasso: la morte che avverrà dopo alcuni mesi, il giorno in cui Pasquale compirà 52 anni, alle 13:00 precise. 

ANNO 2021

NON TI PAGO

Ferdinando Quagliolo, personaggio ambiguo e surreale, vive tra sogno e realtà. Gestore di un botteghino del lotto a Napoli, è un accanito giocatore, eccezionalmente sfortunato. Al contrario, Mario Bertolini, suo impiegato e futuro genero, interpretando i sogni, colleziona vincite su vincite: un giorno, addirittura, gli capita di vincere una ricca quaterna di quattro milioni delle vecchie lire datagli in sogno proprio dal defunto padre del suo datore di lavoro. Accecato da una feroce invidia, Don Ferdinando si rifiuta di pagargli la vincita e rivendica il diritto di incassare la somma per sé. Egli sostiene che lo spirito di suo padre avrebbe commesso un involontario scambio di persona, recandosi per errore nella vecchia abitazione della famiglia Quagliolo dove ora risiede il giovane Bertolini. La commedia si sviluppa intorno ai vari tentativi di Don Ferdinando di appropriarsi del biglietto vincente con esasperate contese, dispute surreali e grottesche maledizioni.

ANNO 2023

DITEGLI SEMPRE DI SI

Ditegli sempre di sì è uno dei primi testi scritti da Eduardo, un testo dal perfetto meccanismo in equilibrio tra comico e tragico capace di esplorare i labirinti della mente umana tra “normalità” e “pazzia”. Nell’opera, la pazzia di Michele Murri è vera, infatti è stato per un anno in manicomio e solo la fiducia di uno psichiatra ottimista gli ha permesso di ritornare alla vita normale. Michele è un pazzo tranquillo, socievole, cortese, all’apparenza l’uomo più normale del mondo, ma in verità la sua follia è più sottile perché consiste essenzialmente nel confondere i suoi desideri con la realtà che lo circonda; eccede in ragionevolezza, prende tutto alla lettera, ignora l’uso della metafora, puntualizza e spinge ogni cosa all’estremo. Tornato a casa dalla sorella Teresa si trova a fare i conti con un mondo assai diverso dagli schemi secondo i quali è stato rieducato in manicomio; tra equivoci e fraintendimenti alla fine ci si chiede: chi è il vero pazzo? E qual è la realtà vera?

Il Curae Festival

 

Nel 2023, VELIERO ha preso parte alla prima edizione del Curae Festival, presso il Teatro del Pratello di Pontremoli, evento dedicato a "Teatro, Mediazione e Giustizia Riparativa" con spettacoli, tavole rotonde, dialoghi in cui si sono incontrati e confrontati registi, mediatori e magistrati.

Tema centrale è stato il dialogo sulla dimensione drammatica di alcune esperienze che coinvolgono i minori, vittime e autori di reati. Fondamentali le possibili interazioni tra teatro e giustizia riparativa.

Un momento di ascolto e riflessione che ha visto la compartecipazione dei ragazzi detenuti, in collegamento dai vari IPM d'Italia, degli gli studenti delle scuole di Pontremoli e degli esperti del settore che hanno regalato emozioni e argomenti sui quali riflettere al fine di costruire una società migliore.

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